Un progetto di successo realizzato in collaborazione con il nostro partner Datachromlab

Nel mondo della spettrometria di massa, la qualità dei gas non è un dettaglio: è un requisito fondamentale. Basta una piccola impurezza per compromettere un’analisi, generare falsi segnali o rallentare un’intera linea di ricerca.
È esattamente ciò che è accaduto presso Cooper MedaPharma di Monza, dove un’anomalia apparentemente inspiegabile ha messo alla prova uno strumento Thermo Orbitrap Exploris 120.
Grazie a un approccio tecnico rigoroso e a una stretta collaborazione tra cliente, fornitori e specialisti, è stato possibile individuare l’origine del problema, analizzarne le cause e arrivare alla soluzione più idonea.
Questo progetto, sviluppato insieme a Datachromlab, dimostra quanto sia fondamentale un lavoro di squadra basato su competenza, esperienza e conoscenza approfondita delle esigenze degli strumenti analitici.
Una collaborazione efficace che ha permesso di ripristinare le prestazioni dello strumento e garantire continuità alle attività di laboratorio.
Il problema: l’impurezza 214
L’11 settembre 2025, subito dopo un intervento programmato di manutenzione sui generatori di gas, il cliente segnala un comportamento anomalo dello strumento. L’assistenza Thermo ipotizza subito una possibile causa: la purezza dell’azoto fornito dal generatore.
L’ipotesi non è da sottovalutare. L’azoto è il cuore pulsante di molti strumenti analitici, e la sua qualità influisce direttamente sulle prestazioni.

Le prime verifiche: tubazioni sotto accusa
Il fornitore del generatore di azoto interviene rapidamente:
- esegue controlli approfonditi
- sostituisce le tubazioni in materiale plastico con tubazioni in rame, più idonee per applicazioni ad alta purezza
Nonostante gli interventi, l’impurezza 214 continua a comparire. Segno che la causa è più profonda.
L’analisi tecnica: quando l’esperienza fa la differenza
A questo punto entra in gioco un lavoro di squadra interno: confronto con colleghi, raccolta di casi precedenti, analisi comparativa.
Le evidenze convergono su un sospetto: all’interno del generatore sono presenti tubazioni in plastica che potrebbero rilasciare composti riconducibili proprio all’impurezza 214.
Un dettaglio spesso invisibile, ma sufficiente a compromettere un’applicazione sensibile come quella dell’Orbitrap.
Il confronto con FDGSi e la decisione di testare un nuovo generatore
Per avere una conferma indipendente, viene contattata FDGSi, che dichiara di non aver mai riscontrato problemi simili con i propri generatori installati sullo stesso modello di strumento.
Da qui nasce l’idea decisiva: fornire al cliente un generatore FDGSi in prova, con l’impegno che, se idoneo, sarebbe stato acquistato.
La prova sul campo: i dati parlano chiaro
Il nuovo generatore viene installato e testato sulla stessa applicazione che aveva evidenziato l’anomalia.
Il risultato è netto:
- nessuna traccia dell’impurezza 214
- prestazioni stabili
- purezza e portata dell’azoto perfettamente conformi alle esigenze dello strumento
Il confronto tra vecchio e nuovo generatore non lascia spazio a dubbi.

La conclusione: un problema risolto e un cliente soddisfatto
Alla luce dei risultati, il cliente decide di acquistare il nuovo generatore. Il vecchio viene ritirato e l’attività può riprendere senza ulteriori interruzioni.
Questo caso dimostra quanto sia importante:
- conoscere a fondo le esigenze degli strumenti analitici
- non fermarsi alle soluzioni più ovvie
- collaborare in modo trasparente tra tecnici, fornitori e clienti
- considerare ogni dettaglio, anche quelli nascosti dentro un generatore
Articolo a cura di Biagio Amata